Diari su Dio
Penso che molti stiano interpretando la domanda: “Dio esiste?” come dire “Il cristianesimo è vero?”. Di religioni ne sono passate tante nel mondo e tante ne passeranno. Magari fra 500 anni il cristianesimo non esisterà più, ma la ricerca di Dio sarà sempre presente nell’uomo.
Dunque, parlare in Italia di Dio richiama naturalmente anche il parlare del Cristianesimo: non mi piace troppo parlarne perchè troppo se ne parla e troppe “verità” false vengono dette e celebrate senza cognizione storica di causa. Le congetture fanno bene più alla scienza che alla storia. Come disse non-mi-ricordo-chi la base della scienza è la fantasia. Ma sto dilagando… tornando al discorso: è inevitabile che dio richiami il concetto di religione, anche se non c’è una vera e propria corrispondenza biunivoca. Etimologicamente, la parola “religione” deriva da “re ligo”, quindi si tratta di un “rilegare”, legare insieme tanti fogli (legare fra loro persone, riti, credenze) a formare un apparato simil-civile e gerarchico.
La storia millenaria della “religione” (che preferisco chiamare “impostazione spirituale”) che ad oggi è la più longeva (e non parlo del cristianesimo ma della “religione” dell’india) ci parla di una religione naturale della terra (la religione di siva, di dioniso, delle passioni, del tantra, della sensualità e dello yoga, contatto uomo-dio, micro-macrocosmo, la via sinistra ma primigena, la via matriarcale) primitiva (nel senso che è la prima a essere còlta dall’uomo), e di una religione “cittadina”, nomade, fatta di gerarchie, in cui dio è immagine dell’uomo, in cui la “religio” è “instrumentum regnis”, una religione celeste e lontana dall’uomo. La storia, e i documenti, insegnano che questa religione è la religione che gli ariani hanno diffuso in tutto quanto il mondo (dall’asia e da questa all’antica grecia e da qui a roma, risparmiando l’egitto che viaggiava già in entrambe le direzioni con la triade osiride (dionisiaco) iside (tramite) e horus (apollineo, cittadino, civile, immagine dell’uomo). Una religione nomade in cui la divinità è una divinità che deve per necessità assumere connotati e schemi umani nel momento in cui vengono a crearsi civiltà complesse e impiantate su una necessità di “similuguaglianza” e di una legge.
Il critianesimo nasce, anch’esso, inizialmente come una religione dionisiaca (in Cristo: Cristo è il Dioniso della religione cristiana, il sacrificato, il terreno, che da dio si incarna nel più umile degli uomini, che è pane e vino – vino che era così importante in Dioniso-Siva) che diviene, con l’andare del tempo, una religione di secondo tipo: apollinea, gerarchica e “umana”. In questo modo Dio viene sfigurato. Si smarrisce la dimensione di Dio perchè Dio stesso è asservito alla necessità dell’uomo. Esempio lampante è il comportamento di Roma nei confronti della religione, una Roma che non ha timore nel dire che si tratta del sorpacitato strumento del regno.
Credo che la questione “religione” si possa mettere da parte. Io credo nella prima religione, che rispecchia più il vero essere dell’uomo in quanto “esserediquestaterraconinsèiritmidiquestaterra”, un modus vivendi che sia in armonia con il resto del “creato”.
è inconcepibile pensare che noi, il mondo,l’universo siano venuti fuori da soli. non ha senso. da qualcosa deve essere partito tutto(anche il superatomo che ha generato il big bang deve essere venuto fuori da qualche cosa). l’origine di tutto molti la indirizzano a Dio e si aggrappano alla fede, altri aspettano che la scienza dia una risposta a tutto. sicuramente una delle due cose è sbagliata…o tutte e due….
E qui entra in gioco la domanda: chi è Dio?
Domanda difficile. Dio è la natura? Dio è un padre generoso e onnipotente? Dio è un padre valoroso e severo? Dio è qualunque cosa? Dio è l’uomo? Dio è un alieno? Dio è una risposta? Dio è una domanda? Dio è ingiusto? Dio è giusto? Dio esiste? Dio non esiste? Dio è?
Premessa prima: se dio non esistesse, allora l’inventore di questa magica figura è il più grande genio dell’umanità.
Premessa seconda: un a-teo non dovrebbe nemmeno domandarselo. Mi chiedo come possa stare in piedi l’ateismo. Un ateo convinto non parla di Dio perche’ non ne ha conoscenza, non ne ha concezione, non ha l’essere di dio nel proprio pensiero. Molti di coloro che si proclamano si potrebbero chiamare piuttosto “agnostici”, o magari “scettici”, “miscredenti”, “dubbiosi”, “menefreghisti”, ma non credo nell’ateismo. Io stesso non sono un “credente”. Ma è un altro discorso.
Dio esiste? Si.
Cosa me lo fa credere? Eccomi qua.
Dunque, mi spiego meglio prima di destare grida e di finire al rogo (era eccitante un tempo, c’era più gusto a essere diversi):
L’unica realtà che io trovo sia reale sempre e comunque è quella enunciata da uno dei più importanti principi della fisica (e chi dice che scienza e religione si escludono è un ignorante): l’energia non si crea e non si distrugge, si trasforma.
Partendo da questa realtà mi pongo questa pietra miliare: se tutto ciò che è, è risultato di una trasformazione di ciò che già c’era, e tutto ciò che sarà, è risultato di una trasformazione che è in procinto di avvenire, allora non dovrebbe esistere un inizio o una fine. Questo può far esultare gli atei più convinti: se non c’è inizio non c’è un grande iniziatore e quindi dio non esiste.
Forse è così.
Ma c’è una cosa che permea tutto, tutti, qualsiasi cosa, ma che allo stesso tempo non è tutto, tutti, qualsiasi cosa, ovvero: l’energia. Energia che è in diverse forme, aspetti, che si mostra in diverse modalità, che si sviluppa in certe proprietà, ma tutto partecipa ed è prodotto dall’energia. Risultato: forse Dio è l’energia primigenia da cui tutto si è sviluppato che si è trasformata e ha dato inizio a una “catena” infinita di montaggio?
Forse è così.
Problema: però come ha avuto inizio la prima “trasformazione” di energia. Credo che anche qui risieda il cavillo più vecchio del mondo, che è seriamente problematico. Quali sono le condizioni che hanno dato inizio alla trasformazione. O forse si potrebbe dire che non c’è stato inizio in ciò. E’ il mitologico serpente che si morde la coda. La circolarità Nietzschiana del tempo. Un continuum.
Forse è così.
Constatazione. Immaginando la vita su un foglio di carta bidimensionale, come vede l’umano bidimensionale una sfera che attraversa tale foglio? Lo vede bidimensionale, ma in realtà la sfera non lo è affatto, ha una dimensione in più.
Risultato: forse smeplicemente la mente umana non è capace di concepire nulla di diverso da sè, perchè non riesce a slegarsi dalle due bugie più grandi di Maya: tempo e spazio.



Le religioni si possono distinguere in “rivelate” e “non rivelate” (e in molti altri modi ovviamente).
Il cristianesimo è una religione rivelata, perhè Dio scende sulla terra e ci dice cosa dobbiamo fare per raggiungerlo. Nelle religioni orientali invece è l’uomo che, attraverso alcune “tecniche” che impara ad utilizzare, raggiunge Dio. Le prime sono più adatte per questa era, in cui la consapevolezza divina scarseggia. Ci saranno, o meglio, torneranno momenti in cui l’uomo sarà più vicino al piano Divino. Un buon proposito è quello di unire gli aspetti orientali a quelli occidentali. Anche io personalmente preferisco la visione orientale, perchè la trovo semplicemente più vicina a me. Anche io ho fatto un percorso “razionale” simile al tuo, un percorso dal quale è scaturita la mia ferrea fede. Ma questo è solo il primo passo…
Diego
Io sono convinto che si dovrebbe fare un’operazione di “unione”.
Ma credo anche che se sono nato in Italia, dove la religione “tradizionale” è il cristianesimo, un motivo c’è.